Autore: Luca Di Biasio

  • Assurdo lasciare lavoratori per strada

    Assurdo lasciare lavoratori per strada

    È assurdo lasciare le persone per strada. Ancora più assurdo se si considera che molte di loro lavorano.

    Che fine fa la dignità del lavoro, se una persona viene costretta ad arrangiarsi come può, magari a dormire in una tenda, e poi proprio le istituzioni, quelle che dovrebbero/potrebbero garantire un tetto dignitoso, intervengono con gli sgomberi?

    E che ne è della dignità del lavoratore se poi sui social una valanga di canaglie vomita il loro odio applaudendo agli sgomberi stessi?

    Si continua a parlare di “emergenza”. Ma il dubbio è che questa emergenza non si voglia davvero risolvere, perché fa comodo mantenerla come strumento di pressione e leva di ricatto.

    E purtroppo molti ancora non hanno capito che difendere i diritti di un lavoratore (immigrato o meno) significa difendere i diritti di tutti i lavoratori.

    Ps l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro

  • Chiusura dell’ex Alimarket.

    Chiusura dell’ex Alimarket.

    Era un luogo dignitoso? No.
    Era meglio della strada? Sì.

    Si ripete lo stesso copione: il ridicolo ping pong tra Comune e Provincia “paga tu, no paga tu”, scaricato sulla pelle di lavoratori e persone vulnerabili.

    C’è chi, in giunta, sostiene che dovrebbero essere i datori di lavoro a fornire un alloggio ai propri dipendenti. Un’idea che, in teoria, potrebbe anche essere condivisibile. Ma nella realtà molti non vogliono o, più semplicemente, non possono permetterselo, soprattutto le piccole imprese. E allora diventa una soluzione impraticabile. (Del resto non è che il comune paghi l’affitto agli assessori o l’intendenza scolastica agli insegnanti, per fare un esempio).

    Nel frattempo le persone finiscono in strada, la sicurezza peggiora e le tensioni crescono. Poi arriverà il mediocre di turno che griderà al “degrado”, seguito da qualche cialtrone prestato alla politica che vorrà recuperare voti e una parte della cittadinanza abboccherà e il circo si ripeterà.

    Ci sarebbe bisogno di una politica del fare che fosse in grado di offrire soluzioni per uscire da questo pantano in cui continuano ad affondare fino al collo lavoratori, vulnerabili, cittadine e cittadini. 

  • Contro il controllo di vicinato: la nostra mozione bocciata.

    Contro il controllo di vicinato: la nostra mozione bocciata.

    A Bolzano un centrodestra troppo ideologizzato ha scelto di estromettere completamente il Consiglio comunale dal confronto su un tema delicato come il controllo di vicinato. Abbiamo quindi deciso, come opposizione, di portare noi la discussione in aula tramite una mozione che sapevamo sarebbe stata respinta.

    La maggioranza è rimasta sorda alle nostre proposte, che puntavano a creare spazi di mutuo aiuto e sostegno reciproco in ogni situazione: per chi sta male e ha bisogno di un supporto, per le persone anziane che necessitano di aiuto nelle incombenze quotidiane e, naturalmente, per condividere eventuali situazioni di rischio.

    Invece, la maggioranza ha preferito scaricare sul semplice cittadino (senza garantirgli nessuna copertura legale qualora qualcosa dovesse andare storto) compiti che spettano alle forze dell’ordine, arrivando di fatto, attraverso le parole del sindaco, a sostenere che polizia municipale, carabinieri, Guardia di finanza, polizia di Stato e Commissariato del Governo non siano in grado di garantire appieno la sicurezza in città.

    Questa città ha bisogno di ricostruire il senso di comunità, di rafforzare i legami sociali, non di alimentare diffidenza e sospetti reciproci. Per questo monitoreremo passo dopo passo l’attuazione del controllo di vicinato e, se dovessero emergere tensioni o problemi legati alla sicurezza, il sindaco e la giunta dovranno assumersene pienamente la responsabilità politica.

    A quei consiglieri della SVP, che avrebbero voluto sostenere almeno una parte della mozione ma sono stati messi a tacere in modo sbrigativo, auguro di poter un giorno spezzare le catene della tirannia che limita la loro libertà di scelta. 

  • Mozione affossata a Bolzano

    Mozione affossata a Bolzano

    Una maggioranza che non ha il coraggio e non riesce a fare quello che hanno fatto altri comuni d’Italia. Bolzano umiliata.

    Il documento per la Palestina, proposto dalle opposizioni e pensato come atto condiviso dall’intero consiglio, è stato respinto. Con questo voto la maggioranza ha scelto consapevolmente di lavarsi le mani di fronte a una tragedia umanitaria che chiede giustizia e responsabilità.

    Mentre a Gaza City un popolo intero è schiacciato da bombardamenti incessanti, dall’assedio dei carri armati e dalla distruzione sistematica delle sue case e delle sue strade, qui a Bolzano la maggioranza non ha avuto la forza di assumere una posizione chiara.

    Un atto di resa morale e politica. È l’ennesima dimostrazione di come, di fronte a crimini documentati anche da organismi internazionali, la scelta sia stata quella di voltarsi dall’altra parte.

    Oggi la maggioranza e il sindaco hanno scelto la via della viltà politica. Un vuoto politico, un crollo di dignità, un’umiliazione per la nostra comunità.

    Noi non lasceremo passare sotto silenzio questa vergogna. Giorno dopo giorno, con ogni mezzo democratico, sottolineeremo la grande responsabilità denunceremo la mancanza di coraggio di chi non ha avuto la forza di scegliere fino in fondo.

    È una sconfitta per tutte e tutti, anche per noi.

  • Scarafoni e il peso delle parole

    Scarafoni e il peso delle parole

    Alto Adige del 26/06/2025 – di Luca di Biasio

    Gentile Redazione,

    ho letto con attenzione l’improbabile e decisamente faziosa ricostruzione storica del conflitto arabo-israeliano proposta dalla consigliera Scarafoni sulle pagine del vostro giornale. Ritengo sia doveroso offrire alcune precisazioni in merito ai temi maldestramente affrontati nell’articolo intitolato “Israele difende tutti noi”.

    Non entrerò nel merito della complessità storica del conflitto: chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale sa che sarebbe impossibile sintetizzarla in poche righe. Esiste una vastissima bibliografia sul tema, a disposizione di chiunque voglia approfondire. Segnalo anche il film “No Other Land”, realizzato da un da un collettivo israelo-palestinese, che descrive con grande lucidità la situazione attuale.

    I punti che desidero chiarire sono i seguenti:

    1. Continuare a parlare di “politica difensiva” da parte di Israele, mentre è in corso un’operazione di ridefinizione geopolitica su vasta scala, è miopia politica. Così come è pura miopia (per essere buoni) non considerare le accuse di genocidio che vengono, tra gli altri, da organi internazionali.

    2. Le azioni del governo israeliano mettono seriamente in pericolo il nostro presente e il nostro futuro. Oltre al rischio di escalation militare che ci potrebbe vedere coinvolti, l’odio che si sta alimentando, le ferite che si stanno infliggendo alla popolazione civile, rischiano di produrre conseguenze drammatiche anche in Europa. Si potrebbe, purtroppo, assistere a un ritorno del terrorismo come forma di vendetta verso i paesi percepiti come sostenitori dell’attuale politica di Israele (su questo consiglio la lettura di V13 di Emmanuel Carrère)

    3. Trovo particolarmente grave accusare di antisemitismo chiunque condanni le azioni di Israele visto che, contro la politica di Netanyahu, si sono espressi tanti intellettuali di origine ebraica e tanti, come la sinistra, che si sono formati sulle parole di Primo Levi e hanno sempre lavorato perché non venisse dimenticata quella tragedia storica che fu la Shoah. Trovo ancora più inaccettabile che simili accuse provengano da ambienti in cui, a ben guardare, resistono forse nostalgie del ventennio.

    4. Infine, il passaggio in cui si parla delle “nuove generazioni che, stolte, portano in trionfo la bandiera palestinese, quella iraniana e quella dei gay, LGBT-Q+, senza sapere che nei paesi arabi, in Iran soprattutto, agli omosessuali tagliano la testa” rappresenta il punto più basso dell’intervento della consigliera. Non solo per il tono sprezzante, ma perché tale ragionamento porta a una conclusione pericolosa: cioè che, se un paese non rispecchia i nostri valori, allora possiamo tollerare la sua distruzione o addirittura giustificarla. Questa non è politica: è un abominio morale.

    È assolutamente legittimo, e direi doveroso, condannare il genocidio di un popolo e difenderne i diritti, anche se non si condivide la politica del suo governo.

    Ma tutto questo la consigliera non lo sa.

  • Emergenza freddo: richiesta urgente

    Emergenza freddo: richiesta urgente

    In qualità di consigliere comunale eletto, e in attesa dell’insediamento ufficiale del nuovo consiglio, sento il dovere di portare alla Sua attenzione una situazione di estrema urgenza che richiede un intervento immediato.
    Il prossimo 31 del mese è prevista la chiusura del centro di emergenza freddo di via Pacinotti.

    In sede di gara di appalto ASSB dovrebbe aver previsto la possibilità di attivare un‘ “opzione estiva” per l’accoglienza di persone regolarmente soggiornati sul territorio dello stato italiano e in possesso di contratto di lavoro e di persone in stato di vulnerabilità particolarmente gravi.

    La mancata attivazione di tale possibilità rischia concretamente di lasciare senza alcuna alternativa decine di lavoratori e tirocinanti. Molti di loro si trovano in uno stato di profonda incertezza e disperazione.

    Una soluzione alloggiativa per coloro che contribuiscono al benessere della nostra città deve essere una priorità.

    Ad oggi la struttura accoglie più di 100 persone tra lavoratori, tirocinanti e persone particolarmente vulnerabili, inclusi soggetti affetti da patologie croniche, che rischiano di ritrovarsi improvvisamente in strada, senza protezione né assistenza.

    La invito, quindi, a valutare con la massima urgenza un intervento concreto per scongiurare il rischio che queste persone siano costrette a vivere in condizioni di grave degrado e marginalità.

    Sarebbe inoltre opportuno, urgente e necessario incontrare le associazioni del terzo settore e i gruppi di volontariato che si occupano a vario titolo di accoglienza per definire un programma che vada oltre l‘emergenza.

    Resto a disposizione per ogni ulteriore confronto

    Di Biasio Luca

  • Emergenza freddo: il centrodestra chiude le strutture, ma non il problema

    Emergenza freddo: il centrodestra chiude le strutture, ma non il problema

    Tra poco finirà l’“emergenza freddo” e, come ogni anno, diverse persone saranno costrette a dormire per strada perché lasciate senza un tetto. Una decisione politica del governo provinciale di centrodestra, che tramite le proprie linee guida stabilisce quando inizia e quando finisce questa “emergenza”, che ormai non è più tale, ma un fenomeno strutturale.

    Mentre le persone si arrangiano come possono, chi governa si indigna per il decoro urbano, si fa fotografare davanti ai giacigli e attacca volontarie e volontari che distribuiscono tende e coperte. Le strutture chiudono e le soluzioni non arrivano: il centrodestra chiude le strutture, ma anche gli occhi.

    Il Comune di Bolzano è costretto ad arginare la cattiva amministrazione provinciale. Servono politiche coordinate e una visione che metta al centro la dignità, la salute e la sicurezza di tutte e tutti.

  • Presentazione coalizione a sostegno di Juri Andriollo

    Presentazione coalizione a sostegno di Juri Andriollo

    Bella atmosfera ieri durante la presentazione del candidato sindaco del centrosinistra Juri Andriollo.

    Abbiamo avuto occasione di ricordare che una città non ha bisogno di un capo azienda per essere governata, ma di una persona con esperienza amministrativa, capace di coinvolgere la cittadinanza.

    Qualcuno che, per il suo vissuto, sappia cosa significa crescere lontano dalla ricchezza. Una persona giovane, che abbia a cuore anche le nuove generazioni e ne comprenda le esigenze.

    Qualcuno che sia presente, pronto al confronto, anche duro, ma sempre costruttivo, quando le opinioni divergono.

    Per questo come Sinistra die Linke, insieme a Verdi, PD, Socialisti, Restart e Lista Andriollo, abbiamo scelto di sostenere Juri.

    In bocca al lupo a Juri, alla Sinistra, a tutte e tutti i compagni e le compagne di viaggio. E soprattutto, in bocca al lupo a Bolzano!

  • No all’architettura ostile

    No all’architettura ostile

    Abbiamo seguito con attenzione il dibattito sul nuovo regolamento che vieta di sdraiarsi sulle panchine. Denunciamo ogni forma di strumentalizzazione e ribadiamo con fermezza la nostra posizione: siamo da sempre contro ogni forma di architettura ostile e convinti che si debba combattere la povertà, non i poveri.

    Molti interventi a cui la nostra società ci ha abituato (dal Taser a daspo dati con leggerezza) spesso camuffati da “decoro urbano”, non risolvono il problema, ma si limitano a renderlo invisibile, scaricando il disagio sociale sui più fragili e rendendo così la città meno sicura.

    Come Sinistra preferiamo affrontare le cause della povertà e non perseguitare chi la subisce. Una Bolzano giusta non scaccia i poveri, ma li aiuta a rialzarsi. Perché una città che esclude non è più sicura, ma solo più crudele.

  • Rot-Grüne Liste – Bolzano merita di più

    Rot-Grüne Liste – Bolzano merita di più

    Als Grünes Linksbündnis sind wir entschlossen, einen entscheidenden Beitrag zum Erfolg dieser Liste und des gesamten Mitte-Links-Lagers zu leisten. Von Anfang an war für uns klar: Zwei Parteien mit unserer Geschichte können nicht abseits stehen – wir tragen politische Verantwortung und setzen uns mit aller Kraft dafür ein, die Mittel-Rechtskoalition zu schlagen und eine starke, progressive Alternative für Bozen zu schaffen. Unsere Entscheidung ist eindeutig: Wir stehen fest an der Seite der progressiven Kräfte, um dieser Stadt eine gerechte, solidarische und nachhaltige Zukunft zu ermöglichen.

    Unsere Liste verkörpert mit all ihren Kandidaten das, was Bozen braucht: Kompetenz, Erfahrung, Vision und soziale Verankerung. Unser Ziel ist nicht nur der Wahlsieg – wir wollen das Rückgrat der Mitte-Links-Koalition sein, ihr progressiver und innovativer Kern.

    Unter der Führung von der Mitte – Links – Koalition setzen wir uns für einen echten Neustart ein – für eine Stadt, die nach vorne blickt, das Erreichte nutzt und mit Mut und Entschlossenheit neue Herausforderungen meistert, ohne jemanden zurückzulassen. Der Mittel-Rechts- Koalition und ihrer Vorstellung einer Stadt, die wie ein Unternehmen geführt wird, in der Profite über Menschen gestellt werden, setzen wir ein klares Nein entgegen. Ebenso lehnen wir die Rückwärtsgewandtheit einer Politik ab, die längst überholt ist.

    Bozen verdient mehr. Es verdient eine fortschrittliche Regierung, die soziale Gerechtigkeit, Umwelt und Bürgerrechte in den Mittelpunkt stellt. Dafür stehen wir.

    IT: Come alleanza Verdi Sinistra, siamo determinati a contribuire in modo decisivo al successo di questa lista e di tutto il centrosinistra. Fin dal primo momento abbiamo scelto di assumerci la responsabilità politica di costruire un fronte compatto per battere le destre, consapevoli che due partiti con la nostra lunga storia non potevano restare alla finestra. Abbiamo fatto immediatamente una scelta di campo netta: essere parte della coalizione progressista per dare a questa città un futuro più giusto, solidale e sostenibile.

    La nostra lista incarna, con tutti i suoi candidati e le sue candidate, ciò di cui Bolzano ha bisogno: competenza, esperienza, visione e radicamento sociale. Non ci basta vincere: vogliamo che questa lista diventi il perno di tutto il centrosinistra, la sua anima progressista e innovativa.

    Lavoreremo per il rilancio di una città guidata dal Centrosinistra che guardi avanti, che valorizzi quanto di positivo è stato fatto finora ma che abbia il coraggio di affrontare le nuove sfide senza lasciare indietro nessuno. Non c’è spazio per le destre e per la loro idea, come è stato dichiarato dal candidato sindaco, di città-azienda, dove il profitto viene prima delle persone, né per nostalgie di politiche superate da decenni.

    Bolzano merita di più: merita una guida che metta al centro i diritti, la giustizia sociale e l’ambiente. Noi siamo qui per questo.