Galateo confonde il dissenso con la lesa maestà… un’altra volta. Succede quando il potere ti dà alla testa.
Nel suo ruolo dovrebbe saper reagire in modo maturo, invece riesce a dare il peggio di sé.
Viene spontaneo chiedersi: davvero non ha un amico, un collaboratore, un social media manager capace di dirgli
“Marco, basta, va tutto bene, stai esagerando”?
Perché nella sua ultima uscita non c’è una sola cosa che stia in piedi o che segua un filo logico.
Collegare un semplice, prevedibile, dissenso studentesco al rischio che i contestatori di oggi possano diventare i violenti di domani è puro delirio.
E come ciliegina tira in ballo il referendum: votare sì risolverebbe il problema… peccato che non c’entri assolutamente nulla.
Se davvero il buon Galateo avesse a cuore la violenza, potrebbe iniziare da una cosa semplice: moderare la sezione commenti della sua pagina.
Solo sotto quel video si leggono frasi come “questo parassita che interrompe buttatelo dal balcone insieme a quei porci della sinistra”, “assolutamente sì, i bas***** vanno legnati”, “andava preso a schiaffi”.
Altro che educazione civica.
Una cosa però l’abbiamo capita: non sopporta che gli si dia del fascista.
E meno male. Nemmeno noi lo sopporteremmo.
Ma allora perché ama sfilare a fianco di CasaPound?
Segue il comunicato stampa di partito:
+++ comunicato stampa +++
Nei giorni scorsi Galateo presenziando ad un incontro sulla gamification all’istituto scolastico Battisti, mentre era impegnato in un’intervista, è stato contestato da alcuni studenti che gli hanno urlato “fuori Galateo dalla nostra scuola, a Bolzano i fascisti non li vogliamo”.
Una contestazione di alcuni ragazzi, adolescenti, che una persona adulta avrebbe affrontato in modo maturo e ci auguriamo che Galateo abbia almeno provato a confrontarsi con i ragazzi che lo contestavano prima di girare, spinto da pulsioni sicuramente poco degne di un adulto, un video di sterile propaganda. Prima accusa i ragazzi di volerlo zittire e cacciare dalla scuola, ma a noi sembra che stesse parlando senza problemi e nessuno ha pensato di buttarlo fuori dal Battisti, poi addirittura paragona una semplice contestazione avvenuta in modo assolutamente non violento a quanto accaduto a Torino, profetizzando ai pericolosi contestatori un futuro fatto di violenze tra le file della sinistra.
La sua intervista raggiunge vette parossistiche quando chiude il suo video parlando del referendum sulla riforma della giustizia che non si capisce quale collegamento possa avere con quanto accaduto.
Come Sinistra auspichiamo in futuro un approccio più adulto e istituzionale da parte dell’assessore.

