Autore: Pier Paolo Serra

  • Kfz-Steuer-Propaganda!

    Kfz-Steuer-Propaganda!

    Die Abschaffung der Kfz-Steuer für Motorräder und für Autos mit kleinem Hubraum: Das ist also die große wahlpolitische Idee von Meloni und ihrer Regierung. Weniger als 200 Euro im Jahr, und auch nur 2027, während der Benzinpreis bei über 2 Euro pro Liter liegt. Ein Wahlzuckerl, nennen wir es beim Namen, das dem Gesundheitswesen, den Schulen und den öffentlichen Diensten Geld entzieht, um auch denen ein Geschenk zu machen, die finanzielle Sorgen ohnehin nicht kennen.

    Wir wissen sehr genau, wer wirklich auf das Auto angewiesen ist: Menschen, die um sechs Uhr morgens mit der Arbeit beginnen, wenn noch kein Bus fährt. Menschen, die jeden Tag zu einem Betrieb oder Arbeitsplatz außerhalb der Ortszentren pendeln. Menschen, die dort leben, wo der öffentliche Nahverkehr schlicht nicht hinkommt. Das sind die Menschen, die Unterstützung brauchen. Es wäre richtig, diese Menschen zu entlasten, aber solche Almosen reichen da bei weitem nicht aus.

    Wenn man die Kfz-Steuer tatsächlich verringern will, dann muss das nach Einkommen geschehen. Und wenn man die Kosten für jene, die arbeiten, wirklich senken will, dann muss man beim Spritpreis ansetzen und endlich dafür sorgen, dass die großen Mineralölkonzerne ihre Steuern auf die Übergewinne zahlen. Öffentliche Mittel müssen von denen, die bereits alles haben, zu jenen verschoben werden, die jeden Monat aufs Neue rechnen müssen, wie sie bis zum Monatsende kommen.

  • Difendere gli stipendi dall’inflazione, nel pubblico e nel privato

    Difendere gli stipendi dall’inflazione, nel pubblico e nel privato

    Siamo lieti che la Giunta provinciale abbia deciso di intensificare gli interventi per difendere gli stipendi del pubblico impiego dall’inflazione. È un passo avanti, ma la stessa attenzione deve arrivare anche a chi lavora nel privato.

    Perché anche nella nostra provincia esistono ancora lavori full time pagati 1.200 euro al mese, mentre tra inflazione e caro casa arrivare a fine mese diventa sempre più difficile. Il problema non si risolve intervenendo solo sul pubblico impiego.

    Alla SVP, che ama presentarsi come forza vicina al mondo del lavoro, facciamo una richiesta semplice: se ci credete davvero, portate questa battaglia anche a Roma.

    Serve un meccanismo di indicizzazione automatica dei salari, che impedisca agli stipendi di essere erosi dall’inflazione. Il nostro gruppo parlamentare sta già lavorando in questa direzione e ha presentato lo «Sblocca stipendi». Sapete dove trovarci, alla Camera come al Senato.

    E se davvero volete dimostrare il vostro impegno per i lavoratori, fatevi portavoce anche del salario minimo legale in Italia, già previsto in 22 Paesi dell’Unione europea.

    Non chiediamo miracoli, ma solo un po’ di coerenza. A Bolzano come a Roma.

  • Scarafoni e la dignità delle donne

    Scarafoni e la dignità delle donne

    In riferimento alle abbiette dichiarazioni della Consigliera Scarafoni pubblicate sull’Alto Adige in data odierna:

    La difesa della dignità, della libertà e dei diritti delle donne non può essere subordinata a cultura, religione o tradizione. Proprio per questo va evitato l’errore opposto: considerare ogni donna musulmana una vittima e ogni pratica islamica una forma di oppressione.

    Se si vuole affrontare seriamente il tema, senza sterili strumentalizzazioni politiche, consiglio la lettura di Cyra Akila Choudhury, in particolare Empowerment or Estrangement?, pubblicato nel 2009 sulla University of Baltimore Law Forum.

    Nelle società musulmane esistono patriarcato, discriminazioni e violenze, e vanno combattuti. Ma chi stabilisce che cosa debba significare “liberazione” per una donna? Un certo femminismo liberale tende a identificare l’emancipazione con l’adozione di un preciso modello occidentale: maggiore separazione tra religione e vita pubblica, minore peso delle tradizioni e, talvolta, abbandono del velo.

    Una donna può volere istruzione, lavoro, diritti politici e piena partecipazione alla vita pubblica e, contemporaneamente, scegliere di vivere secondo la propria fede. Non c’è contraddizione. Se sceglie liberamente di portare il velo, la sua libertà non aumenta obbligandola a toglierlo; se invece è costretta a indossarlo, è la coercizione a dover essere combattuta. Sostituire un’imposizione con un’altra non è emancipazione.

    Questo non significa negare le discriminazioni, ma riconoscere alle donne musulmane la capacità di agire e di definire autonomamente le proprie priorità. Anche per questo sono importanti le esperienze di attivismo e di femminismo islamico che cercano di combattere le disuguaglianze dall’interno della tradizione religiosa.

    Lo stesso principio vale per l’intervento occidentale dove la retorica della “salvezza” delle donne può diventare uno strumento per legittimare obiettivi politici estranei alla loro emancipazione.

    Il punto, quindi, non è smettere di combattere violenza e discriminazione, ma cambiare prospettiva: sostenere le forme locali di emancipazione e, soprattutto, riconoscere alle donne il diritto di scegliere.

    La domanda non dovrebbe essere: “Come possiamo rendere queste donne più simili a noi?”, ma: “Come possiamo fare in modo che siano loro a poter scegliere la propria vita?”

    È questa, a mio avviso, la vera difesa della libertà e le femministe di Sinistra lo sanno e lo hanno mostrato anche a Bolzano quando hanno manifestato a fianco delle donne iraniane del movimento Donna, vita, libertà.

    C. N. (Sinistra die Linke)

  • UGS: Unsere erste Versammlung

    UGS: Unsere erste Versammlung

    La nostra prima assemblea è aperta a tutte tutti, senza iscrizione né registrazione.

    Unsere erste Versammlung ist offen für alle, ohne Anmeldung oder Registrierung.

  • STF, Hände weg von unseren Kindern!

    STF, Hände weg von unseren Kindern!

    Lassen wir die Inhalte des neuen Merkhefts der Süd-Tiroler Freiheit einmal beiseite. Diesmal geht es um etwas anderes, nämlich um die Zielgruppe dieser Aktion.

    Für alle, die es noch nicht wissen: Auch heuer verteilt die STF kostenlos ein Merkhefts für Mädchen und Buben, voll mit bunten Stickern und Propaganda. Das Präsentationsvideo beginnt mit einer unmissverständlichen Botschaft: „Linke Lehrer hassen es.“

    Findet wirklich jemand, dass das die Art und Weise ist, wie Politik mit jungen Menschen umgehen sollte? Politische Bildung bedeutet, jungen Menschen zu vermitteln, wie unsere Gesellschaft funktioniert, ihnen den Austausch mit unterschiedlichen Meinungen zu ermöglichen, kritisches Denken zu fördern und vor allem zu lernen, sich eine eigene Meinung zu bilden.

    Hier geht es stattdessen darum, Kindern zu vermitteln, wer die Guten und wer die Bösen sind, mit plumper Parteipropaganda.

    Politik kann und soll mit der jungen Generation sprechen. Aber sie muss dabei ihre Intelligenz und ihre Fähigkeit zur eigenen Meinungsbildung respektieren, anstatt sie zu indoktrinieren.

    Wenn eine Partei versucht, in den Alltag von Kindern und Jugendlichen einzudringen, um dort Hass und Spaltung zu säen, ist unsere Antwort klar:

    STF, Hände weg von unseren Kindern!

  • Nomina Giovannetti

    Nomina Giovannetti

    Source: https://salto.bz/it/article/28082026/giovannetti-new-lampis

    Poiché siamo certi che la nomina di Gabriele Giovannetti Melchiorri alla guida del Dipartimento Cultura italiana e Sviluppo economico non abbia nulla a che fare con le sue precedenti esperienze politiche e con i suoi rapporti molto stretti con esponenti del centrodestra, una domanda è inevitabile: quali sono stati, esattamente, i criteri che hanno portato a questa scelta?

    Per un incarico dirigenziale delicato di questo livello, sarebbe opportuno conoscere con chiarezza quale procedura sia stata seguita, quali requisiti siano stati richiesti e sulla base di quali elementi sia stata effettuata la scelta. Quali sono le qualifiche professionali “particolari e comprovate”, non reperibili tra il personale già in servizio?

    Si tratta di trasparenza e va pretesa.