A Bolzano il caffè al bar costa in media 1,51 euro, il più caro d’Italia (che novità!), e nonostante questo in sei anni i bar in città sono passati da 433 a 398. Se i prezzi salgono e i locali chiudono lo stesso, a guadagnarci è soltanto chi incassa rendita e affitti, mentre energia e costi di gestione strangolano gli esercenti e il conto finisce sempre in fondo alla catena, sul cliente.
Ci diranno che sono cambiati i tempi e le abitudini, ed è vero! Siamo tutti più poveri e infatti si beve sempre più caffè a casa e prenderlo al bancone sta diventato sempre più un lusso, con il risultato che a perderci è la socialità di chi non può permettersela. Intanto ogni serranda che si abbassa toglie un presidio a un rione che poi verrà chiamato degradato.
Il caffè a un euro e mezzo e il bar sotto casa che chiude sono due facce della stessa medaglia, quella di una città dove tutto ha un prezzo tranne il profitto di chi specula, e noi vogliamo un’altra Bolzano, con affitti commerciali calmierati, piccoli esercizi sostenuti, lavoratori pagati e tutelati, e quartieri che restano vivi perché sono di chi ci abita e lavora, non di chi ci incassa.

