Il cinismo di questa giunta provinciale ha raggiunto vette finora inesplorate. L’assessora Amhof ci comunica, sorridendo sulla stampa, che far lavorare la gente dopo la pensione è la soluzione geniale per la carenza di personale in Alto Adige. Titoli di giornale a parte, il tentativo di sdoganare e normalizzare il lavoro nella terza età come ricetta economica resta di una gravità inaudita: è la resa totale, l’ammissione che questo sistema è al collasso e non ha più nulla da offrire se non lo sfruttamento perpetuo.
Le politiche di questa Provincia hanno reso il territorio un deserto con prezzi che nessuno può permettersi, e il risultato è che i giovani scappano. E invece di affrontare il problema alla radice, prima vogliono far lavorare i quattordicenni d’estate e poi si auspicano di poter spremere gli anziani, finché il corpo glielo permette.
Questa classe dirigente ignora che mercantilizzare la terza età smantella l’ultimo ammortizzatore sociale rimasto a sostegno delle famiglie. È la volontà di prosciugare ogni spazio di vita non produttivo, pur di non toccare i profitti delle imprese e non investire in un reale ricambio generazionale.

