Autore: Pier Paolo Serra

  • La guerra ai poveri procede a gonfie vele

    La guerra ai poveri procede a gonfie vele

    La guerra ai poveri a Bolzano procede a gonfie vele. Ma questa amministrazione quando pensa di iniziare a combattere la povertà?

    L’estensione del Daspo urbano è l’ennesimo provvedimento di facciata, cinico e propagandistico, utile solo a fare campagna elettorale sulla pelle degli ultimi. Pensano davvero che basti un foglio di via per far sparire la miseria? Chi viene cacciato da un marciapiede non si dissolve nel nulla per decreto comunale; semplicemente si sposterà nella via accanto, nel parco successivo, nel quartiere vicino. Pronti per essere puntualmente criminalizzati e segnalati come movimento sospetto dal nuovo controllo di vicinato.

    Estendere poi queste misure fino in periferia, come in via Maso della Pieve, dimostra la totale incapacità di comprendere e gestire il disagio sociale.

    È fallimentare pensare che la sicurezza si faccia con le ruspe e con gli sgomberi, che smantellano i ripari di fortuna di chi non ha nulla. È solo una vigliaccata per coprire il fallimento totale di queste politiche sociali. E l’ossessione per l’apertura di un CPR è solo l’ultimo tassello di una logica detentiva, inutile e disumana.

    A fare i forti con i deboli sono capaci tutti. È ora di finirla con questa perenne e spietata guerra ai poveri. Serve il coraggio di fare una vera guerra alla povertà, che significa investimenti reali sui servizi di strada, case popolari, percorsi di inserimento lavorativo e dignità umana.

    Noi vogliamo una Bolzano diversa: solidale, inclusiva e capace di prendersi cura delle persone. Quando questa amministrazione deciderà finalmente di smetterla con la propaganda e vorrà iniziare ad agire sul serio, noi ci saremo. Aspettiamo una chiamata.

  • Fai sorgere il futuro

    Fai sorgere il futuro

    🌅 Davanti a un nuovo orizzonte, immaginiamo una politica più vicina alle persone, più calda e più giusta.

    Quest’anno metti l’energia giusta nelle tue scelte:
    ✍️ Scrivi T44 nella tua dichiarazione dei redditi (2×1000).

    Accendi il futuro, sostieni il cambiamento! 🦩

  • L’autonomia a convenienza

    L’autonomia a convenienza

    ​L’assessore Marco Galateo si schiera contro la proposta di avviare il servizio per il suicidio assistito, spaccando la Giunta provinciale. Il motivo? «Serve uniformità nazionale, sennò si crea il turismo della morte».

    ​Ma come fa Galateo a sostenere questa posizione senza sprofondare nella vergogna? Parliamo dello stesso assessore che fino a ieri si ergeva a grande artefice e paladino della riforma dello Statuto di Autonomia, vendendosi sui social come il mediatore che ha “ripristinato la sovranità dei territori” a Roma. Insomma, quando c’è da intestarsi meriti l’Autonomia è sacra ed è merito suo; quando c’è da garantire la dignità a persone che soffrono, si riscopre un centralista.

    ​Nascondersi dietro l’attesa di una norma nazionale è solo un paravento per non decidere, specie se si considera che il Parlamento latita sul tema dal 2019, ignorando i ripetuti solleciti della Corte Costituzionale a varare una legge statale.

    ​La dignità e la libertà di scelta, dall’inizio alla fine della vita, non si possono usare come fiches elettorali. Noi pensiamo che sia necessaria una legge sul fine vita come atto di civiltà che ci tolga dall’arretratezza in cui ci troviamo. Vogliamo una sanità pubblica, laica e vicina ai bisogni di tutte e tutti.

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    GALATEO UND DIE AUTONOMIE NACH BEDARF: DIE HEUCHELEI BEIM THEMA STERBEHILFE

    Landesrat Marco Galateo stellt sich gegen den Vorschlag, den Dienst für assistierten Suizid einzuführen, und sorgt damit für eine Spaltung innerhalb der Landesregierung. Seine Begründung: „Es braucht eine einheitliche nationale Regelung, sonst entsteht ein Sterbetourismus.“

    Wie kann Galateo diese Position vertreten, ohne vor Scham im Boden zu versinken? Wir sprechen von demselben Landesrat, der sich bis gestern als großer Architekt und Verfechter der Reform des Autonomiestatuts inszenierte und sich in den sozialen Medien als Vermittler präsentierte, der in Rom die „Souveränität der Territorien wiederhergestellt“ habe. Mit anderen Worten: Wenn es darum geht, sich Erfolge auf die Fahnen zu schreiben, ist die Autonomie unantastbar und sein persönlicher Verdienst; wenn es jedoch darum geht, Menschen in schwerem Leid ein würdevolles Lebensende zu ermöglichen, entdeckt er plötzlich den Zentralismus für sich.

    Sich hinter dem Warten auf eine staatliche Regelung zu verstecken, ist nichts anderes als ein Vorwand, um keine Entscheidung treffen zu müssen. Umso mehr, wenn man bedenkt, dass das Parlament seit 2019 in dieser Frage untätig bleibt und die wiederholten Aufforderungen des Verfassungsgerichts ignoriert, endlich ein entsprechendes Gesetz zu verabschieden.

    Würde und Selbstbestimmung, vom Beginn bis zum Ende des Lebens, dürfen nicht als politische Spielmarken missbraucht werden. Wir sind überzeugt, dass ein Gesetz zum Lebensende ein Akt der Zivilisation und des gesellschaftlichen Fortschritts ist, der uns aus der Rückständigkeit herausführt, in der wir uns derzeit befinden. Wir wollen ein öffentliches, säkulares Gesundheitswesen, das den Bedürfnissen aller Menschen nahe ist. 

  • Tavola rotonda per i diritti LGBTQIA+

    Tavola rotonda per i diritti LGBTQIA+

    In occasione del Mese del Pride, Sinistra Die Linke, insieme ai compagni Andreas Unterkircher e Jasmin Khlifi, ha portato avanti un percorso politico per chiedere un impegno concreto del Comune di Bolzano contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Nel confronto con il sindaco Corrarati e con l’assessora Ramoser abbiamo ribadito la necessità di azioni reali, strutturali e non simboliche, vista l’adesione del Comune alla rete RE.A.DY.

    Da questo percorso politico nasce la decisione del Comune di convocare una Tavola rotonda pubblica sui diritti delle persone LGBTQIA+, prevista per il 10 giugno 2026.

    Un confronto aperto con tutte le forze politiche in Consiglio comunale.

    La lotta contro l’odio è una responsabilità collettiva. Rendiamo Bolzano una città libera,

    sicura e inclusiva.

    Per tuttə.

    Anlässlich des Pride Monats hat Sinistra Die Linke gemeinsam mit den Genoss:innen Andreas Unterkircher und Jasmin Khlifi einen politischen Prozess vorangetrieben, um eine konkrete Verpflichtung der Gemeinde Bozen im Kampf gegen Diskriminierungen aufgrund sexueller Orientierung und Geschlechtsidentität einzufordern. Im Gespräch mit Bürgermeister Corrarati und Stadträtin Ramoser haben wir die Notwendigkeit echter, struktureller und nicht nur symbolischer Maßnahmen bekräftigt, da die Stadtgemeinde dem Netzwerk RE.A.DY angehört.

    Aus diesem politischen Prozess heraus ist die Entscheidung der Gemeinde entstanden, einen öffentlichen Runden Tisch zu den Rechten von LSBTQIA+-Personen einzuberufen, der für den 10. Juni 2026 geplant ist.

    Ein offener Austausch mit allen politischen Kräften im Gemeinderat.

    Der Kampf gegen Hass ist eine gemeinsame Verantwortung.

    Machen wir Bozen zu einer freien, sicheren

    und inklusiven Stadt.

    Für alle.

  • Happy pride month!

    Happy pride month!

    Juni ist der Monat der LGBTQIA+-Bewegung.
    Sinistra die Linke glaubt fest an die Werte der queeren Community, an den Kampf für die Gleichberechtigung und gegen die Homo-Bi-Transphobie.
    Euch allen einen guten Pride Month!


    Giugno è il mese dell’orgoglio LGBTQIA+.
    Noi crediamo fermamente nelle battaglie della comunità queer, nella lotta per la parità di diritti e nel contrasto all’omo-bi-transfobia.
    Buon Pride Month a tuttə voi!

  • 17 maggio – giornata contro la l’omolesbobitransfobia

    17 maggio – giornata contro la l’omolesbobitransfobia

    17 maggio: contro l’omolesbobitransfobia. Finché esisteranno discriminazioni, violenze e diritti negati, continueremo a lottare.
    Per la libertà e l’autodeterminazione di tuttə.

    17. Mai: gegen Homo-, Lesben-, Bi- und Transfeindlichkeit. Solange es Diskriminierung, Gewalt und verweigerte Rechte gibt, werden wir weiterkämpfen.
    Für die Freiheit und Selbstbestimmung aller.

  • Buon 1 Maggio

    Buon 1 Maggio

    Heute feiern wir jene Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer, die Südtirol am Laufen halten: in den Krankenhäusern, in den Schulen, im Transportwesen, auf den Baustellen, in den Lagern und im Dienstleistungssektor.

    Doch in unserer Provinz erleben wir ein immer dramatischeres Paradoxon: Ein Arbeitsvertrag ist längst keine Garantie mehr für ein Dach über dem Kopf. Zu viele Menschen arbeiten täglich und bleiben dennoch in prekären Verhältnissen gefangen – erdrückt von unbezahlbarem und nicht verfügbarem Wohnraum, Löhnen, die nicht mit den Lebenshaltungskosten Schritt halten, und Spekulation.

    Unsere Gedanken gelten heute vor allem jenen, die bei der Arbeit ihr Leben verloren haben. Allein im Jahr 2025 kehrten in unserem Land 16 Menschen nicht mehr nach Hause zurück. Hinzu kommen 13.957 Arbeitsunfälle, mit einem besorgniserregenden Anstieg bei den ausländischen Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmern.

    Das sind keine Schicksalsschläge, sondern die Folge eines Systems, das den Profit über Sicherheit und Würde stellt.

    Einen schönen Ersten Mai. In der Hoffnung, dass Arbeit wieder zu einem Instrument der Freiheit wird und endlich aufhört, Menschen auszubeuten, zu verarmen und zu töten.

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    Oggi celebriamo le lavoratrici e i lavoratori che tengono in piedi il Sudtirolo: negli ospedali, nelle scuole, sui trasporti, nei cantieri, nei magazzini e nei servizi.

    Nella nostra provincia, però, assistiamo a un paradosso sempre più drammatico: avere un contratto non garantisce più un tetto sopra la testa. Troppe persone lavorano, ma restano prigioniere della precarietà, schiacciate da affitti introvabili e inaccessibili, salari che non seguono il costo della vita e speculazione.

    Il nostro pensiero oggi va soprattutto a chi, lavorando, ha perso la vita. Solo nel 2025, nel nostro territorio, 16 persone non sono tornate a casa. A loro si aggiungono 13.957 infortuni, con un aumento soprattutto tra lavoratrici e lavoratori stranieri.

    Non sono fatalità, ma la conseguenza di un sistema che mette il profitto davanti alla sicurezza e alla dignità.

    Buon Primo Maggio. Con l’augurio che il lavoro torni a essere uno strumento di libertà e smetta, finalmente, di sfruttare, impoverire e uccidere.

  • Sicurezza: la destra non ha alcuna strategia

    Sicurezza: la destra non ha alcuna strategia

    Un’amministrazione comunale non può basare la sicurezza della città basandosi unicamente su servizi di vigilanza che pattugliano le strade. Questo vuol dire non avere alcuna strategia.

    Il bisogno di sicurezza è legittimo, e proprio per questo richiede risposte pubbliche all’altezza.

    Noi abbiamo già detto come risolvere il problema: illuminare gli spazi, riattivarli, garantire presenza pubblica formata, case accessibili, quartieri vivi, lavoro stabile, mediazione e prevenzione.

    Il controllo di vicinato prima e i gruppi di sicurezza privata ora sono soltanto l’ennesimo modo con cui il centrodestra cittadino prova a mascherare il problema, senza risolverlo affatto e strizzando l’occhio alla parte peggiore di sé stessa.

  • Nomina direzione ASSB

    Nomina direzione ASSB

    Durante il consiglio comunale di ieri 14/04 serviva solo chiarezza. Per questo è stato presentato un documento, firmato da tutta l’opposizione, che chiedeva alla giunta una cosa semplice: definire punto per punto e con la massima precisione possibile il profilo ideale della direttrice o del direttore dell’ASSB per la parte di indirizzo politico (quindi non deducibile dal bando).

    Una richiesta di trasparenza. Nulla di più. Una richiesta che tutela tutta l’istituzione, maggioranza compresa.

    Eppure il documento è stato bocciato: 17 favorevoli, 24 astenuti.

    Ventiquattro consigliere e consiglieri della maggioranza che, ancora una volta, hanno scelto di non scegliere. E quando si parla di trasparenza, questo è grave.

  • Stop all’accordo di sangue

    Stop all’accordo di sangue

    Edit del 14.04.26: memorandum rinviato.

    Domani scadrà il Memorandum militare tra Italia e Israele. Se il governo non agirà (e ha già dichiarato di non volerlo fare), questo si rinnoverà fino al 2031.

    Nel frattempo, il conflitto si è allargato e intensificato: il Libano è sotto bombardamenti ripetuti, con attacchi che stanno provocando quotidianamente stragi di civili. La situazione con l’Iran sta degenerando in un’escalation militare diretta, coinvolgendo diversi paesi e aumentando ogni giorno di più il rischio di una guerra su larga scala.

    Dentro Israele si continua a discutere di un ulteriore irrigidimento repressivo, che non riguarda solo l’escalation giudiziaria contro i palestinesi, ma si riflette in un clima politico sempre più segnato da nazionalismo e xenofobia. Si fanno strada ipotesi inquietanti, come la condanna a morte per i palestinesi e un ulteriore restringimento dei diritti, in una narrazione che disumanizza la popolazione palestinese.

    In questo contesto è inaccettabile che l’Italia continui a collaborare militarmente con il governo di Netanyahu. Rinnovare quell’accordo oggi significa rendersi complici diretti di un genocidio, complici di una guerra illegale che si espande e colpisce soprattutto civili e popolazioni già in difficoltà.

    E tutto questo ci riguarda direttamente. L’instabilità economica, l’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, la pressione sui mercati e un mondo sempre più frammentato stanno già avendo un impatto su di noi. Le conseguenze sono evidenti e, se l’escalation continua, rischiano di peggiorare ulteriormente.

    Le nostre condizioni di vita sono già peggiorate: fino a dove arriveremo?

    Nella speranza che il governo cambi idea entro domani, ci uniamo all’appello della Freedom Flotilla per chiedere che l’Italia interrompa ogni forma di cooperazione militare e non rinnovi il Memorandum.

    Qui sotto il testo da mandare per email:

    Oggetto: Diffida e richiesta di mancato rinnovo del Memorandum Italia-Israele
    Alla cortese attenzione
    del Ministro degli Affari Esteri,
    del Ministro della Difesa e
    del Presidente del Consiglio,
    con la presente, chi scrive intende dissociarsi in modo espresso e netto da ogni ipotesi di rinnovo tacito o formale del Memorandum d'intesa tra Italia e Israele in materia di cooperazione nel settore della difesa, in scadenza il 13 aprile 2026.
    Si chiede pertanto che il Governo italiano proceda senza indugio alla rinuncia formale dell'accordo e a ogni atto necessario per impedirne il rinnovo, assumendosene in via esclusiva la piena responsabilità politica, istituzionale e giuridica, anche in relazione alle conseguenze che tale scelta potrà produrre sul piano interno e internazionale.
    L'accordo, firmato nel 2003 e ratificato nel 2005, disciplina forme di cooperazione tecnica ed operativa, incluse attività di scambio, addestramento e collaborazione militare. Proprio per la sua natura e per il contesto attuale, il suo rinnovo non può essere considerato un atto neutro né automatico.
    Alla luce delle gravi critiche già sollevate da giuristi, associazioni e numerosi cittadini, e considerando le più recenti evoluzioni dello scenario in Palestina, Libano e nel resto del Medio Oriente, riteniamo che ogni scelta di rinnovo debba essere imputata unicamente al Governo italiano, quale soggetto titolare del potere di decisione e della relativa responsabilità.
    Si chiede quindi:
    la denuncia formale del Memorandum;
    il mancato rinnovo alla data del 13 aprile 2026;
    la comunicazione pubblica e trasparente della decisione;
    l'assunzione esplicita di responsabilità da parte del Governo per eventuali effetti derivanti dal rinnovo.
    Con la presente si ribadisce dunque una ferma e inequivoca dissociazione da qualunque rinnovo del Memorandum e si intende attribuire al solo Governo ogni responsabilità per l'eventuale prosecuzione dell'intesa.
    Cordiali saluti,
    [Nome e cognome]
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