Autore: Pier Paolo Serra

  • Zerzer: la Giunta si schiera contro il merito

    Zerzer: la Giunta si schiera contro il merito

    Nell’esprimere la massima solidarietà a Virna Bussadori per il trattamento riservatole dalla Giunta provinciale, Sinistra die Linke vuole anche denunciare un potere che non viene presidiato dai partiti politici per il perseguimento di ideali alti, ma viene esercitato con arroganza e alla luce del sole contro ogni logica di competenza e merito, senza che questo susciti un’adeguata risposta democratica.

    Non è bastata la presa di posizione della Commissione delle pari opportunità, non è bastato il coro unanime dei giudizi positivi riscossi da Virna Bussadori, espressi persino dal consorzio dei comuni che ipocritamente, a maggioranza, ha fatto il tifo calcisitico per Zerzer, non è bastata la voce isolata del vicesindaco di Bolzano, Konder, che pur lavandosene pilatescamente le mani, ha tessuto le lodi di Virna Bussadori. Non è bastato tutto ciò perché gli assessori provinciali Bianchi e Galateo infrangessero un silenzio assordante.

    Eppure non dovevano nemmeno ricorrere ad una vuota retorica di italianità, né dovevano sollevare la questione di genere che tanta orticaria gli fa venire; era sufficiente affermare la competenza e il merito della direttrice uscente.

    C’è poco da fare: questa destra sa essere muscolare solo coi deboli! Incapace di una coerenza di pensiero e inaffidabile nelle battaglie di principio.

    Ma il problema serio è che in tutta questa vicenda ci perde la dignità un dirigente che, dopo l’ASL, dopo essere stato a capo dell’Incarico speciale complesso “Digitalizzazione” negli ambiti del Personale e del Lavoro, si fa usare per scalzare una donna brava e capace.

    Ci perde anche l’amministrazione provinciale che, calpestando il principio di competenza, viene costantemente presa a pesci in faccia dal Consiglio di Stato, come è accaduto con la recente sentenza n. 6880 del 4 agosto 2025 che ha respinto l’appello della Provincia in materia di trasporto pubblico locale.

    Noi di Sinistra die Linke non vogliamo tacere di fronte a tutto questo e guardiamo con preoccupazione ad una provincia che continua a favorire i pochi amici degli amici.

  • Sblocca Stipendi!

    Sblocca Stipendi!

    È ora di dire basta al caro‑vita che mangia i nostri salari. In Sudtirolo il 36 % delle famiglie fatica ad arrivare a fine mese e il 58 % non riuscirà a risparmiare nell’immediato futuro. A Bolzano il costo della casa e dei servizi sta erodendo il bilancio familiare, spingendo molti di noi a rinunciare a una spesa alimentare di qualità, a una vacanza, alle attività sportive dei figli e persino a curarsi adeguatamente.

    La situazione in Italia non aiuta: siamo l’unico paese europeo in cui i salari reali sono diminuiti dal 1990, mentre in Francia e Germania il potere d’acquisto è cresciuto di oltre il 30 %. Negli ultimi cinque anni gli stipendi sono saliti solo del 10 %, ma i prezzi sono volati del 21,6 %, erodendo più di un decimo di quello che guadagniamo.

    Per questo la Sinistra die Linke sostiene con forza lo Sblocca Stipendi, proposta di legge depositata oggi in Parlamento da AVS: un meccanismo che adegua automaticamente ogni anno tutti gli stipendi al costo reale della vita. Pubblico o privato, contratto in scadenza o rinnovato, nessuno rimane escluso.

    È il momento di restituire dignità al lavoro e dare ossigeno alle nostre famiglie.

    Proposta di legge: link
    Dettagli: link

  • Problema Galateo

    Problema Galateo

    Source: https://salto.bz/it/article/15072025/problema-galateo

    DE: Am 1. Mai hatten wir Präsident Kompatscher provokativ unseren Aufkleber LOS VON RECHTS überreicht.

    Eine Einladung, darüber nachzudenken, welchen Weg dieses Land einschlagen sollte: weiterhin mit der Rechten gemeinsame Sache machen, oder sich endlich von jenen distanzieren, die Hass und Diskriminierung schüren.

    Wer weiß, vielleicht liegt dieser Aufkleber noch irgendwo, ganz unten in einer Jackentasche oder zwischen den Visitenkarten, und erfüllt dort still seine Aufgabe.

    LOS VON RECHTS. Denn jeder Tag, der in Zweideutigkeit verloren geht, ist ein geschenkter Tag an die Rechte.

    (P.S.: Wenn ihr jemandem ein Zeichen politischer Klarheit schenken oder einfach eure Trinkflasche mit etwas Farbe versehen wollt, wir haben noch ein paar Aufkleber zum Verteilen. Manchmal reicht ein kleines Detail, um klarzumachen, für was man steht.)

    IT: Il primo maggio avevamo consegnato provocatoriamente al Presidente Kompatscher il nostro adesivo LOS VON RECHTS.

    Un invito a riflettere su quale direzione vuole prendere questa provincia: continuare ad andare a braccetto con la destra, o finalmente prendere le distanze da chi alimenta odio e discriminazioni.

    Chissà, magari quell’adesivo è ancora lì, in fondo a un taschino o in mezzo ai biglietti da visita, a fare il suo lavoro silenzioso.

    LOS VON RECHTS. Perché ogni giorno perso nell’ambiguità è un giorno regalato alla destra.

    (P.S.: se volete regalare a qualcuno un segno di chiarezza politica, o semplicemente aggiungere un po’ di colore alla vostra borraccia, abbiamo ancora qualche adesivo da distribuire. A volte basta un piccolo dettaglio per far capire a tutti da che parte si sta)

  • Due parole sull’ultimo caso di trasformismo.

    Due parole sull’ultimo caso di trasformismo.

    Non avevamo intenzione di scrivere nulla riguardo la vicenda Nardo. Non perché mancassero le parole, ma perché a volte pare più dignitoso il silenzio dell’inutile rincorsa a commentare l’ovvio. Eppure eccoci qua, non per scandalizzarci o strapparci le vesti, ma per ribadire con chiarezza che questo modo di intendere la politica ci fa schifo.

    È quello che succede quando si svuotano i partiti, e si riduce la politica a tecnica amministrativa continuando a dire che destra e sinistra non esistono più e che basta solo saper amministrare (fine delle idee, trionfo della tecnica). Così nasce l’idea della città-vetrina pensata come un’azienda da far rendere, non da vivere. E così, tolta la politica, restano solo le persone con i loro affari e le loro reti.

    Finché questo modo di fare politica passerà come normale, come tollerabile, come “inevitabile”, continueremo ad avere consigli comunali pieni di trasformismi e vuoti di senso.

    A noi interessa un’altra cosa: continuare a costruire una sinistra con idee, coraggio e radici.

    Una sinistra che non si pieghi alle logiche elettorali di breve periodo e che non guardi ai numeri, ma alla dignità della politica.

    Una sinistra che non cambi bandiera, perché sa bene cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

  • Contro il controllo di vicinato

    Contro il controllo di vicinato

    Arrivano a Bolzano le “sentinelle di quartiere” 

     Cos’è il controllo di vicinato?
    È un progetto in cui alcuni cittadini diventano sentinelle di quartiere, incaricati di segnalare alle forze dell’ordine ogni “anomalia”.

     Che tipo di anomalie?
    – Un consigliere comunale che si sdraia su una panchina,
    – Due persone che si baciano in un auto in sosta di notte,
    – Un vicino che ti sembra “strano”, magari povero o straniero.

     Il risultato?
    – Si creerà un clima di sospetto e paura continua, dove ciascuno osserverà gli altri con diffidenza.
    – Le forze dell’ordine riceveranno più segnalazioni inutili, senza però avere più personale a disposizione.
    – Per qualcuno la percezione di sicurezza potrebbe migliorare, ma la criminalità reale non diminuirà affatto.

     Basta ipocrisie: questa non è sicurezza.
    – È sorveglianza travestita da partecipazione.
    – È colpevolizzazione dei poveri al posto della lotta alle disuguaglianze.
    – È abbandono dei quartieri mascherato da prevenzione.
    – È un regalo alla paura e alla destra securitaria.

    Noi noi vogliamo una città dove il controllo prende il posto della fiducia. Scaricare sui cittadini responsabilità che spettano allo Stato non è partecipazione: è deresponsabilizzazione.

     Esistono alternative.
    – Quartieri vivi, dove ci si incontra e si costruisce comunità, non dove ci si sorveglia a vicenda.
    – Servizi pubblici forti, capillari, accessibili: sanità, scuola, trasporti, sport, cultura.
    – Spazi liberi e gratuiti per socialità, sostegno reciproco e partecipazione attiva.
    – Una comunità che ascolta chi è in difficoltà, non che lo segnala.
    Politiche sociali inclusive, non punitive verso chi è fragile o povero.

    La sicurezza vera nasce dalla giustizia sociale, non dal controllo.

  • Una Bolzano stupenda

    Una Bolzano stupenda

    Un’ondata arcobaleno ha travolto Bolzano, nonostante i 42 gradi.

    Lo straordinario esordio del Südtirolo Pride ha dimostrato che, anche quando i giornali dedicano all’evento solo briciole (e magari chiudono con le solite voci di chi i diritti li vorrebbe negare), la forza di una comunità unita è inscalfibile.

    Si è risposto con presenza e determinazione alle provocazioni di chi cerca di strumentalizzare, negare o ridicolizzare il valore politico e umano di un corteo di liberazione.

    Grazie.
    Per noi è stata una giornata bellissima.

  • Trumps Vorstellung von Frieden:Ist das die Demokratie?

    Trumps Vorstellung von Frieden:Ist das die Demokratie?

    Der Raketenangriff auf die iranischen Atomanlagen ist ein Kriegsakt.

    Präsident Trump hat dies beschlossen – unter Missachtung des Kongresses und des Völkerrechts.

    Diejenigen, die in den USA das Sagen haben, versuchen, ihre Demokratie zu exportieren, behandeln sie jedoch bei der eigenen Machtausübung wie ein lästiges Hindernis.

    Dies geschieht im stillschweigenden Einvernehmen all jener in Europa, die lieber an ihrer Seite marschieren.

    Man muss das iranische Regime – das unseren Werten fern steht – nicht gutheißen, um das Offensichtliche zu erkennen: Trump und Netanjahu treiben die Welt in einen perversen Krieg, jenseits aller Regeln.

    Sie sprechen von „Frieden durch Stärke“, doch in Wirklichkeit ist es die alte Logik imperialer Macht: Gehorsam wird mit Bomben erzwungen, Allianzen werden mit Raketen neu geordnet, und das Völkerrecht gilt als nebensächlich.

    Das ist keine Diplomatie. Das ist Herrschaft.

    Abrüstung ist das einzige Gegenmittel gegen diese Eskalation – eine radikale Entscheidung, die Gewalt als politisches Mittel ablehnt und den Weg für einen echten Frieden ebnet.

    Mitten in einer sozialen und ökologischen Krise scheint jedoch die Aufrüstung zur wahren Priorität der globalen Mächte geworden zu sein.

    Auch Italien folgt unter der Regierung Meloni diesem Kurs: Die Militärausgaben auf 2 % des BIP heute und 5 % in Zukunft zu erhöhen – wie von der NATO gefordert – bedeutet, in den nächsten zehn Jahren 400 Milliarden Euro zu investieren, die bei Bildung, Gesundheit, Verkehr, Klima und Renten fehlen werden.

    Es trifft, wie immer, die Schwächsten.

    Ministerpräsidentin Giorgia Meloni hat bisher kein Wort gesagt.

    Wird sie weiterhin Seite an Seite mit Trump stehen – auch nach einem völkerrechtswidrigen Angriff auf einen souveränen Staat? Wird sie weiterhin den Verbündeten Netanjahu unterstützen?

    Die italienische Regierung darf nicht Komplizin eines neuen Angriffskriegs werden. Sie muss das Schweigen brechen und Druck auf die europäischen Institutionen ausüben, damit diese sich klar distanzieren und eine eigenständige, aktive Rolle für Entspannung und Diplomatie übernehmen – nicht für militärische Gefolgschaft.

    Jede Stunde der Zweideutigkeit ist eine Stunde, die der Gewalt geschenkt wird.

    🔴 Wir als Sinistra die Linke verurteilen entschieden den US-Angriff und die Arroganz des Imperialismus, der glaubt, die Spielregeln der Welt zu seinen Gunsten neu schreiben zu dürfen.

    Wir akzeptieren nicht länger, dass die Sicherheit der Starken mit der Zerstörung anderer bezahlt wird.

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    Italiano: La pace secondo Trump: è questa la democrazia?

    L’attacco missilistico agli impianti nucleari iraniani è un atto di guerra.

    Lo ha deciso il presidente Trump ignorando il Congresso e il diritto internazionale.

    Chi comanda negli Stati Uniti cerca di esportare la sua democrazia mentre, per il proprio esercizio del potere, la tratta come fosse un ostacolo.

    Questo avviene nel silenzio complice di chi, in Europa, preferisce andarci a braccetto.

    Non serve approvare l’operato del regime iraniano, che non potrebbe essere più distante dai nostri valori, per vedere ciò che è evidente: Trump e Netanyahu stanno trascinando il mondo in una guerra perversa, fuori da ogni regola.

    Parlano di “pace attraverso la forza”, ma è la vecchia logica imperiale che impone obbedienza con le bombe, ridisegna alleanze a colpi di missili e considera il diritto internazionale un dettaglio secondario.

    Questa non è diplomazia. È dominio.

    Il disarmo è l’unico antidoto a questa escalation: una scelta radicale che rifiuta la violenza come strumento di politica e apre la strada a una pace autentica.

    Nel pieno di una crisi sociale ed ecologica, il riarmo pare invece la vera priorità delle potenze globali.

    Anche l’Italia, col governo Meloni, segue questa direzione: portare le spese militari al 2% del PIL oggi e al 5% domani, come chiesto dalla NATO, significa investire 400 miliardi in dieci anni, sottraendoli a scuola, sanità, trasporti, clima e pensioni.

    A rimetterci saranno come sempre le fasce più deboli della popolazione.

    La premier Giorgia Meloni non ha ancora detto una parola.

    Continuerà ad andare a braccetto con Trump anche dopo un attacco illegale contro un paese sovrano? Continuerà a sostenere l’alleato Netanyahu?

    Il governo italiano non può essere complice di una nuova guerra di aggressione.Deve rompere il silenzio e fare pressione sulle istituzioni europee perché prendano le distanze ed esercitino un ruolo autonomo e attivo per la de-escalation e la diplomazia, non per l’allineamento militare.

    Ogni ora di ambiguità è un’ora regalata alla violenza.

    🔴 Come Sinistra die Linke condanniamo con fermezza l’attacco statunitense e l’arroganza dell’imperialismo trumpiano che pretende di riscrivere le regole del mondo a proprio vantaggio.

    Non accettiamo più che la sicurezza dei forti venga pagata con la distruzione altrui

  • Il consigliere di Bolzano Salvadori cita Goebbels per attaccare la bandiera LGBTQIA+

    Il consigliere di Bolzano Salvadori cita Goebbels per attaccare la bandiera LGBTQIA+

    Nella giornata odierna il consigliere comunale Diego Salvadori (Fratelli d’Italia) ha pubblicato un post in cui cita Joseph Goebbels, ministro della propaganda del regime nazista, per attaccare l’esposizione della bandiera LGBTQIA+ in uno spazio pubblico a Bolzano:

    “La bandiera non segue il popolo, è il popolo che deve seguire la bandiera.”

    Un’affermazione agghiacciante, che richiama la retorica totalitaria per colpire chi rivendica libertà, dignità e diritti.

    A rendere il fatto ancora più grave è l’adesione pubblica di Marco Galateo, vicepresidente della Provincia, che ha espresso il proprio consenso con un “mi piace” al post, salvo poi cercare di sviare parlando di un “refuso tecnico”. Una giustificazione ridicola e vergognosa, che non solo non attenua la sua responsabilità politica, ma dimostra il cinismo di chi minimizza messaggi di odio per convenienza.

    Non si tratta di un gesto isolato né privo di significato, soprattutto se si considera che a Bolzano non è stato nominato un assessorato alla cultura, con la motivazione che “tanto c’è un filo diretto con Galateo”.

    Il risultato è chiaro: la politica culturale della città viene subordinata all’approvazione di chi nella migliore delle ipotesi legittima messaggi carichi di odio e revisionismo senza sapere chi sia Goebbels, nella peggiore condividendone il pensiero. In entrambi i casi, è un fatto politicamente gravissimo.

    E quando scoppia la polemica? Salvadori cancella tutto.
    Nessuna spiegazione. Nessuna assunzione di responsabilità. Nessuna scusa. Solo silenzio. Solo vigliaccheria politica.

    Di fronte a tutto questo è necessario un richiamo netto alla storia:
    migliaia di persone omosessuali furono perseguitate dal nazismo, obbligate a portare il triangolo rosa, deportate, torturate e sterminate nei campi.
    Le bandiere arcobaleno servono anche a ricordare quell’orrore. A dire, ancora una volta: mai più.

    Esporre una bandiera LGBTQIA+ non è un atto ideologico, ma l’affermazione di valori fondamentali: uguaglianza, libertà, rispetto delle differenze.
    Sui diritti civili non esiste neutralità: o li si difende, o li si nega. E chi tace o prende le distanze, si rende complice.

    L’Italia, con la Costituzione del 1948, ha preso una posizione inequivocabile: antifascista, democratica, fondata sulla dignità umana e sul rifiuto del nazismo.
    Chi oggi cita con Goebbels per attaccare i diritti civili si pone fuori da quel patto costituzionale, fuori dai valori della Repubblica, fuori da ogni legittimità democratica.

    Per queste ragioni chiediamo le immediate dimissioni del consigliere Diego Salvadori e del vicepresidente Marco Galateo.
    Chi ricopre incarichi pubblici non può, in alcun modo, accostare il proprio nome alla propaganda del Terzo Reich.

    Pier Paolo Serra

  • Mozione per la Palestina

    Mozione per la Palestina

    Oltre cento Comuni italiani e alcune regioni hanno già approvato una mozione in sostegno del popolo palestinese. Oggi, anche a Bolzano, abbiamo lavorato alla stesura di un testo condiviso che chiede un impegno chiaro e concreto.

    La mozione esprime solidarietà alla popolazione palestinese, vittima di una crisi umanitaria gravissima, e invita il comune di Bolzano ad agire, insieme agli altri, perché il governo italiano prenda una posizione netta e coerente con il diritto internazionale, condannando le gravi violazioni dei diritti umani in corso a Gaza.

    Riteniamo doveroso, come rappresentanti delle istituzioni, non restare in silenzio. La neutralità di fronte a un’ingiustizia palese sarebbe complicità.

    Chiediamo che la mozione venga sostenuta da tutte le forze politiche. Di fronte alla sofferenza, alla distruzione e alla perdita di migliaia di vite innocenti, servono responsabilità, coraggio e un chiaro “no” alla guerra, a ogni forma di violenza, e al genocidio perpetrato ai danni della popolazione palestinese.

    Noi da semplici consiglieri comunali portiamo questa mozione in comune a Bolzano perché ognuno di noi può e deve fare tutto quello che è nel proprio potere per far terminare questo sterminio.

    Luca Di Biasio (SdL) con Diego Laratta (PD)

  • L’omofobia non è goliardia

    L’omofobia non è goliardia

    Questi commenti non sono goliardia: sono odio puro, senza filtri, vomitato contro chi è già marginalizzato.
    Omotransfobia, infami accuse di pedofilia, nostalgie dei campi di sterminio. Un abisso morale che in un paese davvero civile porterebbe a denunce e sanzioni, non a like e risatine.

    Tutto questo perché? Perché una bandiera, la Progress Pride Flag, è entrata in Comune.
    Una bandiera che parla di diritti, dignità, libertà.
    Una bandiera che a qualcuno dà più fastidio della violenza.

    Chi reagisce così a un gesto simbolico e pacifico non è “contro un’ideologia”: è contro l’umanità.
    Ed è esattamente per questo che il patrocinio al Pride non è solo opportuno. È un dovere politico.

    Perché questo odio, se non contrastato, diventa la norma.
    Perché l’indifferenza delle istituzioni è complicità.
    Perché Bolzano deve scegliere da che parte stare: con i diritti o con le barbarie.

    Pier Paolo Serra

    Aggiungiamo il link della testimonianza del nostro segretario e consigliere Di Biasio:
    https://www.facebook.com/share/r/19mxFZbsCo/