Mentre l’internazionale nera tenta di mettere al bando il movimento antifascista per decreto, derubricando la resistenza a minaccia pubblica, la maschera di questa destra continua a sgretolarsi.
Per compiacere i padroni di Washington il governo italiano è corso a fare l’inchino inviando un sottosegretario al summit farsa di Marco Rubio sul fantomatico “terrorismo rosso transnazionale”. Una caccia alle streghe che ha come unico obiettivo ribaltare la realtà, trasformando chi si oppone in un bersaglio politico per spianare la strada a un nuovo maccartismo globale.
Siamo di fronte a un’ondata globale in cui le destre, in Europa e nel mondo, si fanno sempre più forti, alimentando una rincorsa ossessiva a chi si sposta sempre più a destra e normalizzando linguaggi che fino a poco tempo fa sarebbero stati impensabili. Dalla Germania di AfD alla Francia del Rassemblement National, il discorso pubblico è saturo di pulsioni reazionarie, xenofobe e machiste.
In Italia questa radicalizzazione è resa evidente dal boom e dallo sdoganamento di figure come Vannacci, capaci di trascinare i partiti di maggioranza in una gara di estremismo pur di inseguire i suoi consensi.
La traduzione pratica di questa deriva è lo squadrismo che si riprende le strade e si salda a quello digitale. Ieri a San Benedetto del Tronto, Giuseppe Barboni, militante di Futuro Nazionale, ha aggredito a pugni un uomo che intralciava il traffico, esibendo poi il pestaggio sui social come un trofeo. Anziché ricorrere alle forze dell’ordine, si sceglie la scorciatoia violenta del “farsi giustizia da sé”, spalleggiata da una galassia nera che inneggia al linciaggio e giustifica l’aggressione con pretesti xenofobi. Una barbarie quotidiana ormai normalizzata, davanti alla quale la destra di governo può solo balbettare deboli e tardive distanze dal mostro che ha contribuito a nutrire.
Oggi più che mai la difesa della democrazia passa inevitabilmente da quella dell’antifascismo. Permettere che lo squadrismo, nelle strade o nei palazzi del potere, venga normalizzato significa la liquidazione dello Stato di diritto. Rispondere colpo su colpo a questa persecuzione e riprenderci i nostri spazi di libertà è l’unico modo per spazzare via la loro barbarie e proteggere la civiltà democratica. Ed è esattamente quello che faremo.

