Venezuela sotto attacco

IT: ·Stanotte gli Stati Uniti hanno colpito il Venezuela.

Un atto gravissimo che segna l’inizio di una nuova fase di espansionismo militare USA in America Latina, contro un paese già devastato da anni di embargo e sanzioni.

La leadership di Maduro è autoritaria e deve essere superata attraverso processi democratici, ma gli attacchi armati allontanano ogni possibilità di pacificazione e di autodeterminazione popolare.

Trump giustifica l’attacco con la solita retorica del “narco-stato”. Sappiamo che è una bufala colossale. Negli Stati Uniti muoiono ogni anno oltre 100.000 persone per overdose, un’ecatombe che non nasce in Venezuela ma dentro il cuore del sistema statunitense. Se davvero l’obiettivo fosse combattere la droga, bisognerebbe investire in prevenzione, inclusione, sanità pubblica, educazione e politiche sociali per i giovani, non bombardare altri paesi, mentre le grandi reti della droga hanno snodi, capitali e protezioni negli USA.

La “guerra alla droga” è solo un pretesto per giustificare interventi armati, controllo geopolitico e saccheggio delle risorse in America Latina.

Le notizie viaggiano rapide e facciamo fatica a stare dietro a tutti gli aggiornamenti. Pochi minuti fa è emersa la notizia della cattura di Maduro da parte degli Stati Uniti. È l’ennesima conferma che questo decennio sta segnando la progressiva morte del diritto internazionale.

Di fronte a tutto questo, rafforzare la cooperazione internazionale è una priorità assoluta. Il mondo in questo momento sembra destinato a scivolare in una spirale di guerra permanente, dove a decidere sono solo gli eserciti e gli interessi delle grandi potenze.

Esprimiamo disgusto e paura per questa escalation. Ci chiediamo chi sarà il prossimo paese a finire sotto le bombe, e con quale scusa costruita ad arte.

Contro l’imperialismo, contro la guerra, contro l’ipocrisia di chi semina morte e odio e si proclama salvatore.

DE: In der Nacht haben die Vereinigten Staaten Venezuela angegriffen. Ein gravierender Akt, der den Beginn einer neuen Phase des militärischen Expansionismus der USA in Lateinamerika markiert, gegen ein Land, das bereits seit Jahren durch Embargos und Sanktionen zerstört ist.

Die Führung von Maduro ist autoritär und muss durch demokratische Prozesse überwunden werden, doch bewaffnete Angriffe verhindern jegliche Chance auf Versöhnung und Selbstbestimmung des Volkes.

Trump rechtfertigt den Angriff mit der üblichen Rhetorik des „Drogenstaats“. Wir wissen, dass dies eine riesige Lüge ist.

In den Vereinigten Staaten sterben jedes Jahr über 100.000 Menschen an Überdosen, eine Katastrophe, die nicht in Venezuela, sondern im Herzen des US-Systems entsteht. Wenn das Ziel wirklich wäre, Drogen zu bekämpfen, müsste man in Prävention, Inklusion, öffentliche Gesundheit, Bildung und Jugendpolitik investieren, anstatt andere Länder zu bombardieren, während die großen Drogenkartelle Knotenpunkte, Kapital und Schutz in den USA haben.

Der sogenannte „Drogenkrieg“ ist nur ein Vorwand, um militärische Interventionen, geopolitische Kontrolle und Ressourcenplünderung in Lateinamerika zu rechtfertigen.

Die Nachrichten verbreiten sich schnell, und wir können kaum allen Entwicklungen folgen. Vor wenigen Minuten gab es die Meldung über die Festnahme von Maduro durch die Vereinigten Staaten. Dies ist ein weiterer Beleg dafür, dass dieses Jahrzehnt das fortschreitende Sterben des Völkerrechts markiert.

Angesichts all dessen ist es eine absolute Priorität, die internationale Zusammenarbeit zu stärken. Die Welt scheint auf eine Spirale permanenter Kriege zuzusteuern, in der nur die Armeen und die Interessen der Großmächte entscheiden.

Wir drücken Ekel und Angst über diese Eskalation aus. Wir fragen uns, welches Land als Nächstes unter die Bomben geraten wird und mit welchem vorgefertigten Vorwand.

Gegen Imperialismus, gegen Krieg, gegen die Heuchelei derer, die Tod und Hass säen und sich als Retter darstellen.

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